22 Aprile 2026
Con la Direttiva (UE) 2023/970, l’Unione Europea introduce nuove regole vincolanti per garantire la parità retributiva tra uomini e donne, intervenendo direttamente su politiche salariali e processi HR.
Il problema è strutturale: il divario retributivo di genere nell’UE è ancora intorno al 13%, anche a causa della scarsa trasparenza nei sistemi di retribuzione.
La Direttiva dovrà essere recepita entro il 7 giugno 2026 ma i contenuti sono già definiti e le aziende sono chiamate a prepararsi per tempo.
A chi si applica davvero
La Direttiva è obbligatoria per le aziende con almeno 100 dipendenti, con un’applicazione graduale:
- oltre 250 dipendenti → obblighi dal 2027 con cadenza annuale
- 150–249 dipendenti → dal 2027 con cadenza triennale
- 100–149 dipendenti → dal 2031 con cadenza triennale
Per le aziende con meno di 100 dipendenti, l’adesione è volontaria, ma consigliata per:
- prevenire rischi di non conformità futura
- migliorare trasparenza e reputazione
- allinearsi alle best practice in ambito ESG e parità di genere
Cosa devono fare concretamente le aziende
Le imprese dovranno adeguarsi su tre livelli operativi:
- Selezione e assunzione
- Trasparenza interna
- Monitoraggio e reporting
Adeguarsi alla Direttiva richiede interventi concreti su policy retributive, processi HR e sistemi di monitoraggio.
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